
Pietro Leandro Di Giorgi
LA RELIGIONE TRA PSICOLOGIA E SOCIOLOGIA.
MAX WEBER LEGGE WILLIAM JAMES
In un pomeriggio di fine ottobre del 1904 Weber incontrava, in casa Münsterberg,
a Cambridge (MA), William James. Un incontro che egli aveva programmato,
venendo in America per l’Esposizione universale di St. Louis (Missouri),
cui proprio Hugo Münsterberg l’aveva invitato. Di quell’incontro, purtroppo, non
rimane che qualche scarna indicazione nell’epistolario, nonostante le ricerche anche
recenti sulle carte dei due studiosi.
A mantenere, per così dire, «sotto traccia» quell’occasione aveva forse contribuito
la polemica che aveva contrapposto proprio Münsterberg, organizzatore del
Congress, con esponenti del pragmatismo americano, come James e Dewey, che si
erano rifiutati di partecipare all’evento per protesta contro il progetto razionalistico
di Münsterberg di un piano sistematico di unità del sapere, contrapponendogli
l’idea pragmatistica di proficue pratiche interdisciplinari, laddove filosofia e religione,
con le loro impostazioni astratte e metafisiche, avevano fallito. In particolare,
James era contrario al piano di Münsterberg che si muoveva nella direzione di una
burocratizzazione artificiale e autoritaria della classificazione delle scienze; e Dewey,
per parte sua, considerava come antidemocratica quell’impostazione, poiché si allontanava
dal dialogo interdisciplinare che contraddistingueva le scienze dell’epoca,
in direzione di una forzata integrazione.
......
Donatella Scaiola
METAFORE DIVINE NEL LIBRO DEI DODICI.
ALCUNI ESEMPI SCELTI
Il presente contributo è dedicato alle metafore divine che si trovano nel Libro dei
Dodici, un tema non molto sviluppato negli studi in lingua italiana. Senza poter
entrare nel merito della questione, noi partiamo dal presupposto che i Dodici
siano un libro che ha una sua organizzazione interna, una struttura, e che esprime
una certa visione teologica.1 Questo articolo si inserisce, dunque, in un progetto di
ricerca più ampio, che si sta dipanando da alcuni anni, di cui costituisce un «capitolo
» che noi riteniamo significativo.
........
Barbara Rzepka
LE DIVERSE MODALITÀ DI INTRODUZIONE DI UN NUOVO PERSONAGGIO NEI RACCONTI DELL’ANTICO TESTAMENTO
Il personaggio di un’opera letteraria non ci è dato in una totalità sincronica
immediata, come in un dipinto o in un ritratto».1 Infatti, ogni personaggio
compare in un preciso momento e luogo dell’intreccio, egli appare e
poi scompare, in ragione del suo ruolo nella trama. Una narrazione senza personaggi
sarebbe come un quadro vuoto: infatti, non possono esistere «gli avvenimenti
senza gli esistenti»,2 cioè senza i personaggi. Nell’universo del racconto,
anche quello biblico, caratterizzato dal «predominio dell’azione e dalla mancanza
di interesse per l’evoluzione psicologica dei personaggi»,3 gli avvenimenti sono
determinati dalla presenza dei personaggi che agiscono o subiscono le azioni di
altri, definendo in questo modo lo sviluppo dell’intreccio. Nella vita di un personaggio,
la sua comparsa nella trama, ossia il suo primo incontro con il lettore,
risulta particolarmente rilevante. Sembra, quindi, legittimo, fino a essere quasi
«intrigante», domandarsi come un nuovo personaggio venga introdotto nella trama
dei racconti biblici.
.............
Sergio Angori
I MUSEI ECCLESIASTICI:
LUOGHI E STRUMENTI DI EDUCAZIONE
L’Italia, pur possedendo il più ingente e straordinario patrimonio culturale al
mondo, figura agli ultimi posti tra i Paesi maggiormente sviluppati nella fruizione
dei beni, da parte dei suoi cittadini, che lo costituiscono; cittadini chiamati
peraltro a custodirlo e a trasmetterlo alle generazioni future. Il problema, com’è facile intuire, investe anche l’immenso capitale di arte religiosa e sacra, in alcuni casi di inestimabile valore, disseminato ovunque, di cui la Chiesa insieme alle comunità dei fedeli è stata uno dei massimi committenti. Ne è prova il fatto, in questo caso, che la rete dei musei ecclesiastici italiani, che raccoglie e custodisce la parte più ragguardevole delle opere d’arte di matrice religiosa (fatta eccezione per quelle presenti negli edifici destinati al culto e per le strutture architettoniche a ciò destinate), per quanto vasta e articolata, non diversamente dai musei civici e da quelli privati risulta ancora in molti casi sconosciuta al grande pubblico, non valorizzata in modo conveniente e poco studiata, nonostante la fioritura in termini numerici delle istituzioni museali di questo tipo sia stata negli ultimi decenni assai copiosa (sono infatti circa un migliaio quelle sorte, se pure alcune piccole o piccolissime),2 anche in considerazione del fatto che molti dei luoghi istituzionali del sacro, a cominciare da non poche chiese, sono da tempo esposti all’abbandono.
.........
Alphonse Borras
QUALI RIFORME ISTITUZIONALI PER UNA CHIESA SINODALE?
Il 27 ottobre 2024 si è conclusa la celebrazione della XVI Assemblea generale ordinaria
(= AGO) del sinodo dei vescovi, che ha avuto come tema Per una Chiesa
sinodale con il sottotitolo Comunione, partecipazione, missione. Il giorno prima,
dopo che l’Assemblea aveva votato il Documento finale (= DF), papa Francesco
aveva annunciato che lo assumeva come proprio.
Il 25 novembre 2024, in risposta ai dubbi sollevati sull’autorità magisteriale di
questo documento, il papa ha pubblicato una Nota di accompagnamento al DF in
cui affermava espressamente di averlo approvato e, con la sua firma, di aver deciso di
renderlo pubblico, unendosi al «noi» dell’Assemblea. In tale Nota si specificava l’appartenenza
.........
Alessandro Cortesi
LE RELIGIONI SUL CRINALE APOCALITTICO:
UNA RIEDIZIONE DE L’UOMO PLANETARIO
Una lettura de L’uomo planetario di Ernesto Balducci1 nella sua riedizione – curata
da Pietro Domenico Giovannoni – a distanza di ormai trent’anni dalla sua pubblicazione
richiede due atteggiamenti di fondo per un accostamento critico e corretto.
Il primo è una disponibilità di ascolto e di ammirazione a fronte di una così acuta
analisi del proprio tempo svolta con una lucidità impressionante e delle proposte per far
convergere l’impegno dell’umanità verso una convivenza futura. Nel leggere queste pagine
si percepisce uno sguardo profetico, una capacità di ascolto con particolare ampiezza di
orizzonti. Si dipana in esse un pensiero capace di critica storica puntuale e nel contempo
animato da un’istanza di fede radicale. C’è una tensione palpabile a cogliere i movimenti
del tempo e leggerli scorgendone possibili regressioni o sviluppi, ma anche indicando prospettive
di impegno facendo di tale ascolto una ragione di ripensamento per il cammino
delle religioni e delle culture.
............
Mariangela Maraviglia
Arturo Paoli
Approdo in America Latina.
Lettere dall’Argentina
(1960-1969) a cura di S. Scatena, Morcelliana,Brescia 2022, 361 pp.
